Malattie professionali: epidemiologia e nuovi scenari

Relazione del Dott. Antonio Romanelli
Medico del lavoro SPSAL AUSL di Reggio Emilia
Referente Osservatorio Regionale di monitoraggio
degli Infortuni e delle malattie professionali
o correlate con il Lavoro (OReIL)

Le malattie professionali (MP) rivestono nell’ambito della salute nei luoghi di lavoro un ruolo sempre più rilevante legato alle modificazioni dei fattori di rischio professionali ed ai mutamenti delle modalità di esposizione ad essi, registrato negli ultimi anni. Certamente i cambiamenti del mercato e dell’organizzazione del lavoro hanno determinato l’emergenza di fattori di rischio nuovi e la diminuzione, ma non la scomparsa, di quelli più tradizionali. Si è andata, pertanto, delineando la manifestazione di nuove patologie correlate con il lavoro e la modifica dell’occorrenza delle patologie professionali classiche. L’esposizione extra lavorativa in ambiente di vita a particolari rischi, presenti anche in ambiente di lavoro, e la diffusione di stili e abitudini di vita, in causa nel determinismo di alcune patologie, pongono questioni rilevanti di prevenzione e riconoscimento delle malattie correlate con il lavoro.

D’altra parte, le informazioni sulle malattie occupazionali presentano ancora oggi numerose lacune. Non paiono esserci dubbi sul fatto che il numero di decessi legato all’insorgenza di queste patologie è in aumento. Secondo stime dell’Ufficio Internazionale del Lavoro e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il numero di vittime causate da incidenti e malattie da lavoro supera i due milioni di unità ed è in crescita a causa del processo di industrializzazione di molti paesi in via di sviluppo. Il rischio di malattie legate al lavoro, in particolare, sta diventando sempre più grave: un milione e settecentomila decessi è causato ogni anno dalle malattie professionali. In pratica, queste superano gli infortuni mortali in un rapporto di quattro a uno.

Nei paesi sviluppati, l’incremento delle malattie professionali è verosimilmente da mettere in relazione con l’affinamento delle metodologie diagnostiche per questa tipologia di patologie e con l’adozione di alcuni sistemi di sorveglianza epidemiologica dei danni da lavoro.

Nel nostro Paese è attivo, da oltre un decennio, il Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM), istituito presso l’ISPESL, un sistema di sorveglianza dei mesoteliomi maligni che ha determinato una maggiore attenzione verso il riconoscimento di questa tecnopatia. Dal 2000, inoltre, alcune regioni, in collaborazione con ISPESL, hanno sviluppato un sistema informativo di sorveglianza epidemiologica che si propone di analizzare e incentivare il flusso di denunce di tecnopatie afferenti agli organismi territoriali di prevenzione. Detto sistema, denominato “MALPROF”, intende colmare, su tutto il territorio nazionale, il deficit conoscitivo in tema di patologie correlate con il lavoro mediante l’istituzione di un vero e proprio archivio nazionale delle tecnopatie segnalate a detti organismi. Anche la normativa di riordino dell’INAIL, prevede l’istituzione, presso la banca dati dell’istituto, del registro nazionale delle malattie causate dal lavoro ovvero a esso correlate (cfr. art. 10, DLgs 38/2000).

Ciononostante, è molto verosimile che la quota di malattie professionali “perdute-sconosciute” per l’istituto assicuratore pubblico sia ancora piuttosto rilevante e che ulteriori sforzi debbano essere compiuti per colmare questo deficit conoscitivo.

Questa esigenza ha determinato, nel corso degli ultimi anni, diversi interventi da parte del legislatore e di organismi ed enti istituzionali (cfr. DLgs 123/07, DPCM 17/12/2007 e PP.II. INAIL/Regioni/ISPESL 2002 e 2007), che hanno posto l’accento sull’importanza, il potenziamento e la valorizzazione dei flussi informativi per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro.

Figura 1

Figura 1

Detti interventi hanno trovato la loro definitiva sistematizzazione nell’art. 8, DLgs 81/2008, che può essere considerato una sorta di testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Questa norma istituisce il Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione (SINP) nei luoghi di lavoro, che mira ad un utilizzo integrato delle informazioni per la prevenzione, disponibili negli attuali sistemi informativi, anche tramite l’integrazione di specifici archivi e la creazione di banche dati unificate. Il sistema è costituito dai Ministeri del Lavoro, della Salute e dell’Interno, nonché dalle Regione e Province autonome, dall’INAIL, dall’ISPESL e dall’IPSEMA e si avvale del contributo di organismi e istituti a carattere scientifico, impegnati nel campo della salute e sicurezza del lavoro (cfr. Fig. 1). Questo sistema tende a implementare conoscenze adeguate, integrate e condivise, dei rischi e danni da lavoro per orientare la programmazione e la pianificazione di azioni e interventi mirati di prevenzione e tutela della salute occupazionale da parte degli organismi preposti.

Le malattie professionali in Emilia-Romagna

L’analisi delle MP, relativa al periodo 2000-08, è stata condotta su due versanti: i dati in possesso dei Servizi Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPSAL) delle AUSL, tratti dalle relazioni annuali di attività inviate alla Regione, e quelli di fonte INAIL, desunti dai rapporti annuali 2004-2008 dell’istituto. I dati di fonte INAIL risentono delle previsioni normative di riferimento: Testo Unico sugli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (cfr. DPR 1124/65); sentenza della Corte Costituzionale 179/1988 e DLgs 38/2000. Dette norme distinguono le malattie in tabellate, quando la malattia e la lavorazione che l’ha determinata è inserita nell’apposita tabella prevista dal TU, o non tabellate negli altri casi. Le malattie tabellate godono della cosiddetta “presunzione di origine” e vengono più agevolmente riconosciute, mentre per quelle non tabellate l’onere della prova della natura professionale della stessa è a carico del lavoratore. Il legislatore ha cercato di adeguare le tabelle MP ai cambiamenti verificatisi nel mondo del lavoro negli ultimi decenni, ma questa lista, che è stata anche di recente sottoposta a revisione, non comprende ancora tutta la fenomenologia dei danni da lavoro occorrenti nel nostro Paese.

Figura 2

Tabella 1

 

In estrema sintesi, le malattie professionali in Emilia-Romagna mostrano un costante incremento in entrambi i sistemi di rilevazione. I dati SPSAL mostrano un aumento del 65% delle MP segnalate, passando dai 2.765 casi del 2000 ai 4.604 del 2008 (cfr. Tab. 1). Anche i dati INAIL mostrano che le tecnopatie denunciate sono passate dalle 2.601 del 2000 alle 4.371 del 2008 con un aumento del 68% (cfr. Fig. 2). I dati esaminati, su base nazionale, dimostrano che l’Emilia-Romagna, si pone sempre al primo posto per le MP denunciate all’INAIL nel nostro Paese (cfr. Fig. 3). Questo “primato”, confermato anche dalle prime evidenze del sistema di sorveglianza “MALPROF”, è ancora più rilevante se si tiene conto che alcune regioni sono più popolose e hanno un numero di addetti decisamente superiore.

Figura 3

Tabella 2

Dato che non esistono ragioni per ipotizzare la presenza di un più alto livello di nocività nelle aziende del territorio regionale, è molto verosimile che in Emilia-Romagna si operi una ricerca più attenta di queste malattie e si verifichi una più alta adesione, da parte degli operatori sanitari e degli enti di tutela, verso l’obbligo di certificazione delle patologie correlate al lavoro.

Figura 4

Tabella 3

L’analisi dei dati per le tecnopatie denunciate nella provincia di Reggio Emilia mostra l’indice di incidenza per 1000 addetti, calcolato sui dati 2007, più elevato: 2,9 vs 2,0 del dato medio regionale e 1,5 di quello Italia (cfr. Tab. 5).

Figura 5

Tabella 4

Anche le malattie indennizzate fanno registrare un netto incremento nel periodo preso in considerazione: dalle 585 del 2000 alle 1.311 del 2008 (cfr. Tab. 6). L’aumento, rispetto al 2000, è pari al 124,1%. Il dato percentuale medio per il periodo in esame, pari al 25,7%, mostra che in pratica viene indennizzata una malattia ogni quattro denunciate. Si fa rilevare, ad ogni modo, che il dato relativo all’Italia è ancora più basso di 6,3 punti percentuali (19,4%).

Figura 6

Figura 2

 

Le MP più frequentemente segnalate ai SPSAL dell’Emilia-Romagna sono le ipoacusie da rumore (65,2%), seguite dalle patologie muscolo-scheletriche (PMS) con il 25,6%. Seguono le patologie cutanee (2,8%), le malattie dell’apparato respiratorio (1,6%), i tumori professionali (1,6%) e i mesoteliomi (1,1%). Anche le patologie da stress e le sindromi mobbing correlate, specie in alcune AUSL, cominciano ad essere evidenziate (cfr. Tab. 2-4). In provincia di Reggio Emilia, le PMS sono le malattie più segnalate (49,0%), seguite da ipoacusie (39,9%), patologie cutanee (3,7%) e mesoteliomi (1,5%).

Figura 7

Figura 3

Nella nostra provincia, sono gli enti di Patronato sindacale ad effettuare il maggior numero di segnalazioni (44,4%), seguiti dai medici competenti (40,6%), dagli specialisti di strutture pubbliche e private (8,3%) e dai medici di medicina generale (6,7%). In particolare, i medici di patronato segnalano prevalentemente le PMS, mentre la tecnopatia più segnalata dai medici competente rimane l’ipoacusia da rumore (cfr. Tab. 4).

Figura 8

Tabella 5

L’analisi delle MP denunciate all’INAIL nel 2008 in Emilia-Romagna per il Settore Industria/Commercio e Servizi, mostra come le malattie “tabellate” costituiscano ormai una minoranza dei casi 210 vs 4.144, pari al 5,1% (cfr. Fig. 4). Le neoplasie da asbesto (32%) e le cosiddette asbestosi pleuro-polmonari (14%) costituiscono il 46% delle MP tabellate, seguite dalle ipoacusie da rumore (19%).

Figura 9

Tabella 6

Le MP non tabellate con l’88,5% delle patologie denunciate 2008 costituiscono la stragrande maggioranza: 3.669 vs 4.144, cui si aggiunge un 6,4% di MP “indeterminate” (cfr. Fig. 2).
Tra le “non tabellate”, le PMS con il 69% costituiscono le patologie più frequenti, seguite dalle ipoacusie (13%).

Figura 10

Figura 4

 

Figura 11

Figura 5

Conclusioni

L’analisi dei dati relativi alle MP suggerisce come in Emilia-Romagna ci sia una grande attenzione da parte dei medici verso questo rilevante aspetto dei danni da lavoro. In Provincia di Reggio Emilia, questo atteggiamento, oltre che alle malattie professionali classiche, quali ipoacusie da rumore e patologie cutanee, è particolarmente diretto verso le patologie correlate con il lavoro: PMS e sindromi da mobbing/patologie da stress lavorativo. Le figure più coinvolte nella diagnosi e tutela di queste nuove queste tipologie “emergenti” di tecnopatie sono i medici di patronato sindacale, ma anche le altre figure mediche mostrano un crescente interesse verso di esse. Questo fenomeno appare, invece, ancora poco evidente nelle altre province.
La modesta quota di MP tuttora indennizzate dall’INAIL, pur superiore a quella delle altre province emiliano-romagnole ed alla media nazionale, suggerisce la necessità di un ulteriore impegno nella redazione di certificazioni MP di qualità elevata.

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